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Milano: Collezionismo Russo Tra Renoir e Matisse - Pinacote di Brera

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Milano: Collezionismo Russo Tra Renoir e Matisse

Fonte: Pinacote di Brera - 2011-11-14 - Post successivo - Stampa - pag. 79679
Materia: Matisse

Abstract: Dall’ 11 novembre 2011, nell’anno degli scambi culturali Italia-Russia,
Brera ospita grandi capolavori dalle collezioni Ščukin e Morozov
Brera incontra il Puškin
Collezionismo russo
tra Renoir e Matisse
Dall’11 novembre 2011 al 5 febbraio 2012 alla Pinacoteca di Brera una
eccezionale sequenza di capolavori di Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse,
Renoir, Picasso, Rousseau e Van Gogh dalle collezioni del Museo Statale
delle Belle Arti “A.S. Puškin” di Mosca, celebra lo straordinario incontro di
due grandi musei del XIX secolo in occasione dell’Anno della Cultura Italia-Russia.

L

L’esposizione promossa dal Ministero per i Beni e le Attivitŕ Culturali, la Soprintendenza

per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano, il Ministero della Cultura e dei

Media della Federazione Russa e il Museo Puškin č curata da Sandrina Bandera e Irina

Antonova ed č in reciprocitŕ della mostra su Caravaggio che lo Stato Italiano presenterŕ al

Puškin a partire dal 22 novembre 2011: come per la mostra di Caravaggio č una mostra da

record, con un valore assicurativo delle opere, per la maggior parte mai viste a Milano, di

ben oltre un miliardo di dollari.

Tutte le opere in mostra provengono dalle prestigiose collezioni Sergei Ščukin e Ivan

Morozov, i due collezionisti russi che agli albori del Novecento diventano, con la loro

passione per l’arte, testimoni di tutte quelle novitŕ e stimoli che hanno caratterizzato

l’Europa a cavallo dei due secoli: le esposizioni universali, l’affermazione della fotografia,

la pittura en plein air, i Salon e i caffč parigini, lo studio della forma estrema e del colore

puro.

Grandi mercanti e viaggiatori, i collezionisti Ščukin e Morozov, in anni diversi, divennero

i migliori clienti delle piů importanti gallerie di Parigi, come Druet, Durand-Ruel,

Kahnweiler, Vollard; in mostra č proprio lo splendido Ritratto di Ambroise Vollard, una

delle migliori opere della seconda fase cubista di Picasso, che Ivan Morozov acquistň a

Parigi; lo stesso Vollard che defině Morozov “un russo che non contratta!”, non perché

agisse affrettatamente, ma piuttosto perché mosso da sincera passione. “Arrivati a Parigi

scendevano dal treno ed erano giŕ nelle botteghe, davanti ai loro occhi sfilavano tele come

episodi di un film, tornavano a Mosca senza aver visto altro”. (Felix Féneon – direttore della

Galleria Bernheim-Jeune).

Amici personali di molti artisti, acquistavano quadri che non interessavano né i

collezionisti né i musei, seguendo ognuno i propri gusti e la propria indole. “Quando

Morozov si recava da Ambroise Vollard – racconta Matisse – diceva: ‘Voglio vedere un bellissimo

Cézanne’. Ščukin invece chiedeva che gli mostrassero tutti i Cézanne che erano in vendita e faceva

lui la sua scelta”. Come tutti i grandi mecenati non si limitarono solo ad acquistare ma

arrivarono anche a commissionare quadri per essere ancor piů partecipi nel grande gioco

dell’arte. Ščukin era diventato patron di Matisse, con ben 37 quadri del pittore nella sua

collezione, e l’unione tra l’artista e il collezionista fu la condizione delle comparsa di molte

opere eccezionali. Il formarsi del gusto del collezionista venne determinato certamente

dalla sua attenzione per l’arte contemporanea ma svolse un ruolo importante lo stretto

contatto con Matisse, che a sua volta divenne l’artista piů “ščukiniano” di tutti, ne sono un

esempio i famosissimi Pesci rossi in mostra, dipinto nel 1911 subito dopo un soggiorno a

Mosca. Nella casa moscovita di Ščukin le tele di Matisse erano esposte nel salone centrale

secondo la disposizione decisa dallo stesso artista.

La vasta collezione ščukiniana dei Picasso, oltre cinquanta tele, era costituita per lo piů da

opere del periodo cubista, in mostra un capolavoro assoluto, La Regina Isabeau. A

presentare Picasso al patron russo fu lo stesso Matisse che condusse Ščukin a casa del

pittore, al Bateau-Lavoir, nel settembre 1908. Fernande Olivier, allora compagna di

Picasso, nelle sue memorie descrive Ščukin come “un uomo di bassa statura, palliduccio, con

una gran testa e un volto simile a quello di un maiale. La forte balbuzie lo faceva soffrire, faticava a

spiegarsi (…) Acquistň due tele pagando somme di denaro molto grosse e da quel momento divenne

cliente affezionato”. La descrizione č probabilmente legata alla caricatura schizzata da

Picasso, in cui Ščukin č presentato in sembianze di porco. Il tono caricaturale viene

motivato da alcuni studiosi con le speranze, allora deluse dell’artista, che il collezionista

moscovita acquistasse un numero maggiore di suoi quadri. La delusione molto presto

svaně e i due strinsero un rapporto fortissimo “Parlando di Picasso, Ščukin non diceva che i

suoi lavori gli suscitassero entusiasmo o che fosse il migliore di tutti, no, diceva che Picasso si era

impossessato di lui, proprio come un’ipnosi o un sortilegio”. (Nikolai Preobrazenkij)

I successi piů straordinari del collezionismo dei due mercanti sono legati ad alcuni quadri

in particolare: in mostra lo splendido Boulevard des Capucinnes di Monet, che segnň la

svolta nel 1907 per Ivan Morozov che d’ora in poi avrebbe agito tanto in grande da

superare talvolta lo stesso Ščukin. Ivan Morozov spendeva negli acquisti di dipinti

francesi da 200 a 300 mila franchi all’anno, che equivalgono ai nostri 750 mila euro/un

milione e 125 mila euro, e in quindici anni riuscě a raccogliere oltre duecento opere

attraverso le quali č possibile leggere l’evoluzione della pittura francese moderna.

E poi ancora, i tre Cézanne Pierrot e Arlecchino, Acquedotto, acquistati nel 1904 da Ščukin

– il primo in Russia ad avere un Cézanne – e il Ponte sulla Marna a Creteil scelto da

Morozov nella Galleria Vollard nel 1911. E Ehaiha Ohipa, altro capolavoro della sensuale

ed esotica pittura del periodo tahitiano di Gauguin acquistato da Morozov nel 1907, e la

Vista del ponte Sčvres del Doganiere Rousseau mai finora esposto in Italia.

A Brera ad essere raccontata, per capolavori, č quindi la storia eterna della fascinazione

dell’arte, delle passioni, dell’emozione che l’opera d’arte – quando č veramente tale - sa

dare a chi la crea, a chi l’acquista e a chi, semplicemente, l’ammira.

Elenco opere

Claude Monet, Il carnevale al Boulevard des Capucines, 1873

Mosca, Museo Puškin

Pierre Auguste Renoir, La pergola (Au Jardin du Moulin de la Galette), 1876

Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Pierrot e Arlecchino (Carnevale). 1888

Mosca, Museo Puškin

Vincent Van Gogh, La ronda dei carcerati, 1890

Mosca, Museo Puškin

Jean François Raffaëlli, Boulevard Saint Michel, 1890

Mosca, Museo Puškin

Paul Gauguin, “Aha Oe Feii?” (Come, sei gelosa?), 1892

Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Le riva della Marna. (Il ponte sulla Marna a Creteil) 1888-1895

Mosca, Museo Puškin

Alfred Sisley, Radura nel bosco a Fontainebleau, 1885

Mosca, Museo Puškin

Paul Gauguin, Eiaha Ohipa (Tahitiani in una stanza. “Non lavorare!”), 1896

Mosca, Museo Puškin

Claude Monet, Ninfee bianche, 1899

Mosca, Museo Puškin

Camille Pissarro, Avenue de l’Opéra a Parigi. Effetto della neve. Mattino, 1898

Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Acquedotto, 1886

Mosca, Museo Puškin

Henri Rousseau, Veduta del ponte di Sčvres, 1908

Mosca, Museo Puškin

Pablo Picasso, La Regina Isabeau, 1909

Mosca, Museo Puškin

Pablo Picasso, Ritratto di Ambroise Vollard, 1910

Mosca, Museo Puškin

Andre Derain, La vecchia cittŕ di Cagnes (Il castello), 1910

Mosca, Museo Puškin

Henri Matisse, Pesci rossi, 1911

Mosca, Museo Puškin

2011-11-14 - Gio - Fonte: Pinacote di Brera - Rubrica: Matisse - Tutto SenzaFumo.com: Iscriviti al feed di tutto SenzaFumo.com

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